CINEMA |
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| Un Sole di Celluloide |
Anche il cinema ha più volte fatto ricorso alle suggestioni di “’O sole mio”.
Sono decine, se non centinaia, le pellicole in cui anche solo fischiettando, autori e interpreti hanno rievocato la canzone di Eduardo di Capua,
per la sua immediata riconoscibilità e per il suo insito potere evocativo.
E non è stato solo nel film musicale partenopeo, di cui “Carosello napoletano” è il capolavoro assoluto, che
“’O sole mio!” ha trovato la sua collocazione ideale.
È stata motivo di un amore che rinasce nel toccante “Viaggio in Italia” di Rossellini e commento ammiccante delle avances
di Totò alla marziana Koscina in “Totò nella Luna”, desiderio di libertà nel fischio rivoluzionario di
Monteiro Rossi in “Sostiene Pereira”, e speranzoso cantico nel “Il Giudizio Universale”.
E poi ancora rinforzo delle atmosfere de “I Vitelloni”, sottofondo dello spaccato criminale italiano in “Anastasia mio
fratello”, e perfino gaio ritornello in cinematografie lontane, come nel cinese “Shower”. L’armonia immortale di
“’O sole mio!” continua quindi a carezzare l’immaginario collettivo, fornendo alle immagini del grande schermo
quella melodia delicata e nostalgica, che non può che amplificare la magia del cinema. |
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