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| UN PATRIMONIO DELL’UMANITÀ |
Il recupero della Festa di Piedigrotta non poteva avvenire con un auspicio migliore della mostra dedicata
a “’O sole mio!”, la canzone napoletana più celebre del mondo. Un patrimonio dell’umanità
che Napoli giustamente celebra, ricordandone la nascita attraverso il concorso delle Audizioni di Piedigrotta, per seguirne poi la storia
gloriosissima fino ai nostri giorni. Ci sono motivi che invecchiano come il vino buono, se possibile migliorando con il tempo, grazie al
contributo di nuovi interpreti, e illuminati dalle stagioni che attraversano. “’O sole mio!” è uno di questi
rarissimi casi: dal 1898 stimola non solo cantanti ma anche artisti figurativi, poeti, scrittori, è questo il segreto
dell’opera d’arte più riuscita, quel segreto che tutti gli iscritti alla Siae inseguono come il sogno della loro vita.
La mostra della Fondazione Bideri ha il pregio di raccontare insieme la storia ed il sogno dell’avventura di
“’O sole mio!”, dal porto di Odessa, dove si dice sia nata per caso, a Piazza del Plebiscito, dove non mancherà
anche quest’anno di accogliere calorosi applausi.
Le ugole più veraci, quelle più internazionali, quelle più curiose, convivono tra suono ed immagine, ci dicono
insieme di un anno formidabile (vide la nascita di Totò) e terribile (la strage di Bava Beccaris), poi resta protagonista la
vicenda artistica ed industriale del brano. Le traduzioni in ogni lingua, testimoniate dagli spartiti e dal prezioso lavoro di ricerca
dell’Archivio sonoro della canzone napoletana, ricordano una volta e per tute perché “’O sole mio!”
è “’O sole mio!”, un caso più unico che raro. La capacità e la volontà della
Fondazione Bideri di offrire un’esposizione ricca di documenti storici ma anche di gusto allestitivo squisitamente moderno, di
postazioni multimediali con uso di avatar, indicano la strada al ritorno di Piedigrotta, che dovrà vivere il suo futuro conciliando
tradizione e modernità. |
| di Giorgio Assumma |
| Presidente S.I.A.E. |
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