logo
 
‘O SOLE MIO FOREVER
 
Napoli - Salone Margherita, 1-30 settembre
Mostra a cura di Federico Vacalebre per la Fondazione Bideri
Esiste una canzone cantata in tutto il mondo, suonata con tutti gli strumenti esistenti, tradotta in tutte le lingue, adattabile a qualsiasi genere musicale, riprodotta su tutti i tipi di supporti audio e musa ispiratrice di mille e mille applicazioni artistiche?
Se questa canzone esiste, allora è molto probabile che questa canzone sia ‘O sole mio!
‘O sole mio è stata composta nel lontano 1898, ma ancora oggi è incisa, come se fosse stata appena scritta. Secondo la leggenda, il napoletano Di Capua la musicò ad Odessa: chissà se questa storia fosse giunta alle orecchie di Elvis Presley quando la (ri)diffuse nel mondo come It’s now or never. Sicuramente ne sapeva qualcosa di più Enrico Caruso, quando nel 1916 la incise per la prima volta: ‘O sole mio arrivò in America, ma, soprattutto, contribuì in maniera determinante a far conoscere quel supporto appena inventato che si chiamava disco.
Da quel momento è difficile portare il conto dei tanti che l’hanno cantata e suonata : Beniamino Gigli, Giuseppe Di Stefano, Count Basie, Dalida, Adriano Celentano, Grace Jones, Domenico Modugno, Dizzy Gillespie, Bing Crosby, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Josè Carreras, Andrea Bocelli, Pino Daniele…. Arrangiata in chiave lirica, swing, twist, punk ska, tango… Cantata in cinese, tedesco, arabo, giapponese, bulgaro, spagnolo, olandese, brasiliano, svedese…Presente in 148 versioni su iTunes.
Cantata da Yuri Gagarin nel primo viaggio nello spazio, eseguita alle Olimpiadi di Anversa al posto dell’Inno di Mameli, cantata per rendere omaggio a Papa Woytila, cantata dai calciatori italiani neo-campioni del mondo…
‘O sole mio protagonista di una mostra nei giorni del suo 108° compleanno!
La mostra si configura come evento celebrativo capace di dare una grande spinta in avanti alla rivalutazione della cultura napoletana intesa nel senso più ampio del termine. In linea con le più avanzate tendenze della museografìa si realizzerà una macchina complessa e spettacolare che offra al visitatore la doppia possibilità di apprezzare oggetti d’arte e documenti originali e di ripercorrere, contestualmente, un percorso storico-culturale che dalla fine dell’800 arriva fino ai giorni nostri.
L’obiettivo è quello di offrire al pubblico circa sessanta minuti d’arte, musica, stupore, divertimento e cultura in un viaggio nella Napoli di cento anni fa, ma anche nella Napoli dei giorni nostri, che è certo una città ferita, ma non perduta come qualcuno vorrebbe farci credere.
La bussola di questo viaggio nel tempo è la canzone “O sole mio”, indubbiamente la canzone italiana più famosa al mondo, la cui storia diventa la storia della musica napoletana nella sua interezza.
Documenti storici preziosissimi, autografi, fotografie, copielle, strumenti, ma anche invenzioni tridimensionali e soluzioni multimediali permetteranno di immergersi in una storia affascinante ed emblematica che racchiude in sé un percorso lunghissimo, e non ancora esaurito, che dal canto delle Sirene arriva ai canti delle giovani posse rap che urlano il disagio di Scampia passando.
La mostra sarà realizzata come un unico grande allestimento multimediale che proietti il visitatore, dal momento in cui supera la soglia d'ingresso, nella Napoli “fin de siecle” piena d’arte, di fascino e di musica, per poi salutarlo nella Napoli d’oggi.
Lo spazio espositivo sarà caratterizzato dalla presenza di postazioni interattive realizzate con l’uso d’avanzate soluzioni tecnologiche, sino all’uso di avatar, capaci di offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente. Come i jukebox dell'Archivio sonoro della canzone napoletana, postazioni mobili del museo virtuale della melodia partenopea, creato da Radio Rai con la collaborazione di Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli. Inevitabilmente la mostra si trasformerà anche in uno zoom sugli autori della canzone, Capurro e Di Capua, sull'editore Bideri, e su alcuni dei più celebri interpreti del brano, da Enrico Caruso ed Elvis Presley di cui cade quest’anno il trentennale della morte.

Produttore della mostra ‘O sole mio è la Fondazione Bideri, custode autorevole della cultura napoletana ed editore delle più famose canzoni napoletane dell’epoca, tra cui “Torna a Surriento” e “’O Sole mio”, ed impegnata in un lavoro di restauro e digitalizzazione del suo archivio, in continua espansione per l'acquisizione di nuovi reperti, sonori e non, destinati ad essere di base per qualsiasi serio futuro museo della canzone napoletana. Last, but not least, c'è la location, come si dice oggi, che è lo storico Salone Margherita, riconsegnato per l'occasione alla città. Anche questo è un merito della Piedigrotta.