I PROTAGONISTI |
| La storia della musica napoletana è ricca di personalità di grande rilievo, che hanno
contribuito a diffonderne nel mondo qualità e valori. Personaggi come Caruso, Di Capua e Totò, e ancora Elvis Presley,
Capurro e Modugno, sono solo alcuni dei protagonisti che hanno fatto parte di questo secolare affresco sonoro. Senza dimenticare il
contributo fornito da attori, poeti, artisti e produttori, che la mostra permetterà di conoscere meglio. |
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| Eduardo di Capua |
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Narra la leggenda che Eduardo Di Capua, durante una tournee in Russia, si ritrovò per le
mani il testo che, prima della partenza, gli era stato consegnato dal suo amico Giovanni Capurro. Quelle parole semplici, e la nostalgia di casa,
gli suggerirono la musica di “’O sole mio!”, con cui consegnò il suo nome alla storia, anche se Di Capua non
riuscì a raccogliere in vita i frutti di quello che sarebbe poi divenuto un successo planetario. |
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| Giovanni Capurro |
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Giornalista, poeta, imitatore e musicista, Giovanni Capurro è stato l’uomo che ha avuto
la grande ispirazione. Autore dei testi di molte altre famose canzoni, come “Carmela ‘e San Sivero”,
“’O Pizzaijuolo nuovo”, “’A vongola” e “Catarì!”, viene oggi ricordato
soprattutto per l’avere consegnato a Eduardo Di Capua il testo con le parole di “’O sole mio!”. Come Di Capua,
morì povero malgrado il successo della canzone. |
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| Elvis Presley |
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Il grande mito del rock, l’artista capace di sconvolgere per sempre il modo di comunicare
desideri e passioni attraverso la musica. Prima di venire risucchiato nel baratro dello show business, da cui non si sarebbe mai
più affrancato, Elvis “The King” Presley interpretò “It’s now or never”,
la più fortunata versione di “’O sole mio!”. La risonanza che la voce di Elvis fornì alla canzone,
alimentò il mito del brano di Di Capua con nuova linfa dal prestigio internazionale. |
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| Totò |
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Il Principe della risata, napoletano per eccellenza e tra i più grandi attori italiani di tutti i tempi.
Nel 1898, l'anno in cui nasceva "'O sole mio!", veniva al mondo anche il mitico Totò. Grande fu ovviamente il rapporto che l'attore
ebbe con la musica partenopea. In particolare fu con la canzone "Malafemmena" che Totò incise per sempre la sua voce nel pantheon
sonoro della sua città. Ma nella mostra dedicata a "'O sole mio" l'avatar del principe della risata si trasforma in un narratore
d'eccezione che ci ricorda quanti altri eventi eccezionali siano successi in quell'anno formidabile. |
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| Enrico Caruso |
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Il più grande tenore della storia, inizialmente rifiutato dall’Italia, ed eletto
“Tenorissimo di tutti i tempi” al Metropolitan di New York. Fu il primo nel suo campo ad incidere le sue opere su disco.
Il successo dell’interprete storico di “Rigoletto” fu talmente grande che divenne il traino della diffusione di
quel supporto rivoluzionario, fino a quel momento irragionevolmente snobbato dagli altri artisti. Tornato nella sua Napoli, incise ben
22 dischi, e vi morì, consegnando la sua voce alla storia della città. |
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| Domenico Modugno |
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L’autore di “Nel blu dipinto di blu”, seconda per fama soltanto a
“’O sole mio”, e conosciuta all’estero come “Volare”. Domenico Modugno è
oggi considerato il fondatore della scuola dei cantautori italiani e, a ragione, uno dei più grandi interpreti della
musica europea. Nella carriera parallela come attore, si trovò ad interpretare “’O sole mio!”
nel film “Europa di notte” di Alessandro Blasetti. |
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